domenica 22 agosto 2010

ITINERARI NEL PARCO

Domenica 22 Agosto 2010


“La foresta come chiostro”

In collaborazione con la Guida Maura Lucatello

Un sentiero per ammirare il Monte della Verna e gli aspri versanti della “Valle Santa” attraverso la splendida foresta che ispirò San Francesco.

Itinerario Anello del Santuario della Verna attraverso il sentiero delle ghiacciaie

Lunghezza Km 4,5 Dislivello totale: m. 436;; Tempo di percorrenza: ore 3

Difficoltà E (Escursionistico)

Costo: € 7 adulti, € 3 bambini

Ritrovo ore 9,00 Centro visita di Chiusi della Verna




Martedì 24 Agosto 2010

“L’Eremita, l’Acqua e l’Abete” - Il Tempio della Natura, dello Spirito e della Pace -

In collaborazione con la Guida Ennio Dallari

Viaggio nella Foresta di Camaldoli, la più celebre del Parco Nazionale, attraverso la scoperta e la conoscenza dei tre elementi che ne fondarono la storia, la meravigliosa bellezza, la leggenda.

Itinerario:Prato Alla Penna (Mt. 1.248) / Gioghetto (Mt. 1.239) / Bivio Prato Bertone (Mt. 1.330) / Eremo Di Camaldoli (Mt. 1.111)

Lunghezza: km 3,500 disl. salita = mt. 82 disl. discesa = mt. 219 tempo = ore 3 ca

Difficoltà: E (Escursionistico)

Costo: € 7 adulti, € 3 bambini

Ritrovo: ore 9,00 Punto informazioni di Camaldoli
Info e prenotazioni: 0575.559477 Centro Visita del Parco di Badia Prataglia

domenica 15 agosto 2010

IL GUSTO DEI GUIDI


Dal 26 al 29 Agosto 2010 XIV^ edizione de "Il Gusto dei Guidi"
Mostra mercato dei vini di Toscana e dei prodotti tradizionali e biologici casentinesi

" 5° premio Il Gusto dei Guidi" IGT Supertuscan Rossi di Toscana

martedì 20 luglio 2010

EVENTI NELLA PROVINCIA

21/07/2010 - Play Arezzo Art Festival 2010

Presentata ad Arezzo la quarta edizione del PLAY AREZZO ART FESTIVAL, che si terrà dal 21 al 25 luglio in diverse location della città.
Musica, Teatro, Letteratura e Danza sono le protagoniste del Play questʼanno dedicato al tema del “Mito”.


23/07/2010 - Festa Medievale a Laterina - Arezzo

A Laterina (Arezzo) torna la Festa Medievale dal 23 al 25 luglio 2010 per le vie del borgo.
Il grande mercimonio.
Nel castello di Laterina viene siglata la sottomissione di Arezzo a Firenze. Il 5 novembre 1384 la secolare contesa tra Arezzo e Firenze si avviava verso l’epilogo, e proprio nel Castello di Laterina sconfitto e occupato militarmente dall’esercito francese alleato dei fiorentini, Arezzo veniva consegnata a Firenze per 40,000 fiorini.

domenica 4 luglio 2010

EVENTI NEL PARCO

SABATO 10 LUGLIO
“In visita a….” Arboreto Siemoni
In collaborazione con Ufficio Territoriale per la Biodiversità
Visita guidata all’Arboreto Siemoni
Ritrovo ore 16.00 Centro Visita di Badia Prataglia

MERCOLEDI 21 LUGLIO
“Il Parco dei Piccoli”
Laboratorio didattico e animazione per bambini e famiglie.
Ritrovo ore 16.00 Centro Visita di Badia Prataglia

24 LUGLIO - 22 AGOSTO
"Colori del Casentino"
Mostra di pittura - espone Roberta Piemonte
Centro Visita di Badia Prataglia ore 10.00-12.00 16.00-18.00

DOMENICA 25 LUGLIO
“In Bici nel parco”
Percorso ciclo-escursionistico nella Foresta della Lama

MERCOLEDI 28 LUGLIO
“In visita a….” - Vivaio di Cerreta
Visita guidata ai frutteti da collezione.
Ritrovo ore16.00 Punto Informazioni di Camaldoli

GIOVEDI 29 LUGLIO
Serata naturalistica
ore 21.00 – Centro Visita di Badia Prataglia

Per Informazioni e Prenotazioni:
Centro Visita del Parco di Badia Prataglia Tel/Fax 0575/559477

giovedì 1 luglio 2010

IL GIARDINO PROFONDO

Il Giardino Profondo, la festa di libri e di autori che prosegue ad Arezzo sino al prossimo 18 luglio, nei giorni 1, 4 e 5 luglio presenterà tre scrittori di livello assoluto che comprendono una romanziera, una medievista e un famoso uomo di spettacolo: nell’ordine, Marta Morazzoni, Chiara Frugoni e Enrico Vaime.

Marta Morazzoni, straordinaria inventrice di storie quali “La ragazza col turbante” e “Il caso Courrier”, sarà per la prima volta ad Arezzo per presentare il suo ultimo e coinvolgente romanzo ‘musicale’, La nota segreta.
Nel monastero di Santa Radegonda, nella Milano del 1736, vive una ragazza dallo straordinario talento musicale. Il suo nome è Paola Pietra, una giovane contessa in clausura per imposizione della sua illustre famiglia. La voce di contralto, scura e potente, è la sua unica ragione di vita; ma la passione per la musica rappresenta una minaccia per la badessa del convento. Oltre la grata, nel corso delle messe cantate, un diplomatico inglese in missione presso l’arciduca d’Austria nota la sua voce e non la dimentica. Nasce così, da una suggestione del canto, da profumi e immagini rubate, l’amore proibito fra la novizia e Sir John Breval, a cui farà seguito la fuga dal convento sino a Venezia e da lì il viaggio della ragazza per nave in un mare pieno di insidie… Romanzo d’amore, romanzo d’avventura, romanzo di rivendicazione femminile, La nota segreta è un fiume narrativo in piena, che scorre fra intrighi e colpi di scena; al centro, un personaggio femminile straordinariamente consapevole e attuale, nel quale l’autrice si confronta e si riflette in un continuo, sorprendente gioco di specchi.
La musicologa e giornalista Gaia Varon converserà con l’autrice Marta Morazzoni. (giovedì 1 luglio, Madonna del Duomo, Via Oberdan 61).


La celebre medievista Chiara Frugoni presenterà il suo ultimo lavoro La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo. La Frugoni, già docente a Pisa, Roma e Parigi, si è da sempre occupata di storia utilizzando testi e immagini, considerandoli fonti di pari dignità. Nelle “pillole”, mille anni di immagini di un lungo Medioevo scorrono davanti agli occhi e assumono per la prima volta un senso di racconto altrimenti destinato a restare sepolto solo nelle biblioteche degli eruditi. Una guida ideale a tutti i musei. Affreschi, sculture, mosaici e pale tornano ad essere, grazie a questo viaggio meraviglioso, quello che erano. Storie di incontri, emozioni, sentimenti. Immagini che trovano una parola che racconta. A seconda di come siede, tiene le gambe o muove le mani e il volto, un condannato dice la sua superbia o la sua arroganza, Pilato è tormentato dal dubbio, Maria è sconvolta dal dolore, un peccatore rifiuta la tentazione del demonio. E il gesto famoso delle tre dita levate di Cristo non è solo per benedire, ma può significare anche semplicemente parlare o, se affidato ad altri personaggi e situazioni, legiferare, detenere il potere. E tu, in possesso di una nuova grammatica, molto precisa, molto efficace e molto memorabile, non hai piú davanti solo forme mute e bellissime, ma vere e proprie storie di vita. Si esce dal libro di Chiara Frugoni con nuove chiavi per comprendere ciò che abbiamo a portata di sguardo. Libro imperdibile, giustamente presentato da Paola Refice, direttore del Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo (domenica 4 luglio, Madonna del Duomo, Via Oberdan 61).


Il giorno successivo, nell’incantevole scenario di Pomaio, la montagna di Arezzo, Enrico Vaime racconterà la “sua” verità ovvero Anche a costo di mentire. E' questo l’imperativo che anima la terza parte dell’autobiografia di questo protagonista dello spettacolo italiano, della rivista, del varietà, della commedia, della radio e della televisione. Dopo i bestseller Quando la rucola non c'era e I cretini non sono più quelli di una volta, il celebre autore radiotelevisivo questa volta procede senza un disegno preordinato nell’esposizione dei ricordi. C’è la radio, l’amatissima radio, prima di tutto. La musica, le voci, i volti dietro il microfono. I gusti che cambiano, la società in movimento - nell’Italia del cosiddetto boom - che bussa imperiosa alla porta degli studi: e le resistenze, i sussulti della tradizione, Mina e Frank Sinatra contro i vecchi dirigenti dell’emittente di Stato, reduci del ventennio e bellamente sopravvissuti a ogni epurazione. La famiglia, poi. Il personale rapporto con la religione, la spiritualità e lo spiritismo. E, di nuovo, il lavoro di autore: generazioni di attori e di comici che si susseguono nella storia dello spettacolo di casa nostra, in fondo sempre uguali a se stessi, fedeli ad una sorta di “tipo” universale italiano, nella grandezza come nelle miserie.
«A sentir raccontare le cazzate della mia vita si può pensare che non abbia mai fatto niente di pratico, che più che del lavoro mi sia occupato del tempo libero e della vita di relazione». Invece il perugino-romano Vaime, trapiantato nella capitale morale e operosa del Paese, ha lavorato sodo. Ha conosciuto quella Milano “da bere” che nei primi anni Ottanta sembrava destinata ad oscurare la pachidermica Roma di viale Mazzini, con i suoi protagonisti in piena rampante ascesa. Le battute si sprecheranno e saranno fulminanti: a dargli man forte è stato invitato Andrea Scanzi (lunedì 5 luglio, Antico Podere di Pomaio, degustazione offerta a tutti i partecipanti a partire dalle 20.15).


Tutti gli incontri con gli Autori sono ad ingresso gratuito.

sabato 12 giugno 2010

Il Casentino tra natura e spiritualità


Terra di boschi infiniti e di monumenti della fede, di silenzi profondi e di rivoluzioni dell'anima. Questa valle parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento. Qui vincono i colori, dominano le atmosfere, sono le sacre foreste che vi parlano e vi abbracciano. E non è possibile resistere. La spiritualità affiora dalla profondità, così, naturalmente.È quasi commovente. Proverete emozioni senza capire da dove provengono, comunicherete senza che una parola esca dalle vostre labbra, vi sentirete ricchi come mai avreste pensato di essere.

I monaci lo compresero bene prendendosi cura dei boschi e fin dal Medioevo stabilirono la regola fondamentale: chiunque avesse tagliato una pianta avrebbe subito penitenza. Avvolti nelle foreste sono appunto i luoghi della fede come l'Eremo di Camaldoli e il Santuario della Verna, dove Francesco ricevette le stimmate, e da dove si può ammirare un panorama stupendo con l'Arno a segnare la valle.

Quanta Toscana c'è nel Casentino. C'è Dante con i tanti versi che la ricordano, l'Arno, che nasce da qui e che lambisce con le sue acque i suoi paesi, la battaglia di Campaldino tra guelfi e ghibellini, i castelli medievali e i signori, i contadini a faticare nei poderi, i taglialegna a lavorare nei boschi. Non è poi così difficile immaginare quel passato, in questo tentativo verrete aiutati dalla integrità del paesaggio, dalla persistenza di tradizioni popolari e anche da specialità della cucina come la scottiglia e i tortelli di patate. Sapori caratteristici da gustare, antichi racconti da ascoltare, da condividere con gli abitanti di queste terre da sempre accoglienti e amichevoli. Il Casentino è l’Alta Valle dell’Arno racchiusa ad est dai monti de La Verna, di Camaldoli e dell’Alpe di Catenaia, ad ovest dalla catena del Pratomagno.

Attraversata interamente dal fiume Arno, la valle è ricca di boschi di castagni, faggi, querce e abeti, alberi che sono patrimonio naturalistico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e che caratterizzano particolarmente due luoghi cari alla spiritualità: Camaldoli con l’Eremo e il Monastero e, nel comune di Chiusi della Verna, il Santuario de La Verna dove San Francesco ricevette le stimmate. La storia di questa valle è strettamente legata ai Conti Guidi di Poppi che costruirono castelli nella stessa località, così come a Romena, Porciano, Montemignaio, Castel San Niccolò.

Interessanti sono la pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, la chiesa di San Lorenzo con terrecotte robbiane, l’Oratorio delle Sacre Stimmate e piazza Tarlati con la torre, Ortignano Raggiolo con una bella pieve romanica e un Museo della castagna. Poco oltre Poppi con il suo imponente castello e il suo centro storico con l’Oratorio della Madonna del Morbo e l’abbazia di San Fedele. Castel San Niccolò e Montemignaio sono due particolari esempi di borghi arroccati edificati intorno a castelli, ancora oggi visitabili. Pratovecchio, borgo natale di Paolo Uccello è raccolto intorno alla piazza centrale nella quale si affaccia la Propositura. Poco lontano la pieve di San Pietro a Romena e il castello di Romena. L’ultimo paese del Casentino è Stia, dalla caratteristica architettura a portici disposti lungo la via centrale. Sulla piazza è l’elegante pieve di Santa Maria Assunta che custodisce opere di straordinaria bellezza. Adagiata sulla collina è l’imponente torre del castello di Porciano.

Terra questa di antiche tradizioni che ancora oggi rimangono nell'artigianato: il "panno casentinese", tessuto di lana dai colori brillanti come l'arancione e il verde bottiglia, il ferro battuto e la pietra lavorata. La gastronomia offre piatti semplici: piatti di pastori che ricordano la transumanza (la scottiglia o l'acquacotta), piatti contadini come i tortelli di patate e poi ancora formaggi, prosciutto, miele e castagne, tutti oggi utilizzati per far gustare ai visitatori delle ottime portate

domenica 6 giugno 2010

IO MI VEDO COSì - MOSTRA FOTOGRAFICA


Il Centro Italiano della Fotografia d'Autore (CIFA) che ha sede in Bibbiena, è un organismo della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF), fondato con lo scopo di promuovere la cultura fotografica italiana. Ogni anno l’evento più importante organizzato dal CIFA è quello di inizio estate. Il titolo della mostra che sarà inaugurata il 12 giugno e che durerà fino al 5 settembre 2010 è:

“Io. Mi vedo così. Autoritratti fotografici”

La mostra, ospitata nei prestigiosi locali del CIFA a Bibbiena (AR), sarà suddivisa in quattro sezioni: una ad invito dedicata ai nomi più famosi della fotografia italiana, una aperta a tutti i fotografi tesserati FIAF, una terza riservata alle scuole del territorio in cui ha sede il Centro e una quarta sezione dedicata alla community di Flickr.

FIAF e CIFA vogliono quindi con questa iniziativa dare spazio alla creatività dei fotografi presenti sulla più grande community fotografica del mondo, per metterne in evidenza i talenti e creare un ponte tra la storica e sempre viva realtà della FIAF e l’entusiasmo di chi trova nel canale web una modalità di ispirazione, espressione e condivisione insostituibile.
L’occasione di veder esposte fotografie in uno dei luoghi di eccellenza deputati alla fotografia italiana di osservare un grande mosaico di immagini che riflettono la personalità e la creatività degli appassionati di fotografia.
Fotografarsi è un momento di ricerca, intimo ed espressivo, durante il quale usiamo la fotografia per scoprire qualcosa di noi, cercando di mettere un ponte tra il sentire nascosto e l’aspetto esteriore. E’ come guardarsi in uno specchio magico che conserva la memoria di un attimo di grande emozione.

http://www.centrofotografia.org/index2.html